Mining, 40 società da Europa e Cina vogliono operare in Russia
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13 Novembre
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La Russia si prepara ad accogliere un contingente di società straniere dedite al mining di criptovalute.

Mosca diventerà la nuova Crypto Valley? Quaranta società provenienti dalla Cina e dall’Unione europea hanno chiesto alla RACIB, un’associazione fondata allo scopo di promuovere lo sviluppo di blockchain e criptovalute, di piazzare in Russia delle attrezzature adibite al mining di bitcoin (Bitcoin). Lo ha rivelato il presidente della RACIB, Yuri Pripachkin.

“In Russia il numero di stabilimenti simili è già intorno al centinaio, e il nostro paese dispone di risorse energetiche che possono essere vendute ai miner in modo efficace”, ha detto Pripachkin, citato la scorsa settimana dall’agenzia russa RIA Novosti.

Pripachkin ha inoltre commentato in merito al mining di criptovalute in Russia:

“In realtà, questo è un nuovo mercato per le imprese energetiche ed è importante preparare una cornice legislativa e l’eventuale tassazione preferenziale per questo tipo di investitori stranieri”.

Pripachkin ritiene che la Russia possa “diventare la capitale mondiale del mining” e conta di riuscire ad attrarre investimenti per circa “1.700 miliardi di rubli (oltre 24,5 miliardi di euro, ndr) all’anno”.

RACIB è nata ad agosto di quest’anno per riunire i soggetti che operano nel settore delle criptovalute e della blockchain, i miner e gli investitori in criptovalute e Ico. La sua formazione è stata annunciata dal consigliere di Herman Klimenko, consigliere di Vladimir Putin per quanto concerne le questioni relative a internet.

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