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25 meraviglie della natura che rischiano di scomparire per sempre
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La Terra è sede di siti naturali incredibilmente belli. Ma a causa dei cambiamenti climatici e dell’incuria umana, alcuni di questi rischiano di scomparire entro i prossimi 100 anni – o persino prima. Dai ghiacciai della Patagonia fino al Bacino del fiume Congo in Africa, ecco una lista di meraviglie naturali a rischio che conviene visitare prima che sia troppo tardi.

Le Seychelles

Destinazione popolare per gli sposi novelli o per i cercatori di mete paradisiache, le isole delle Seychelles – situate nell’Oceano Indiano al largo del Madagascar – stanno svanendo per via dell’erosione delle spiagge. Rischiano di sparire completamente entro i prossimi 50 - 100 anni.

Il monte Kilimangiaro in Tanzania

La neve pittoresca che copre il monte Kilimangiaro in Tanzania potrebbe non durare ancora a lungo. Dal 1912 al 2007, la calotta glaciale del monte si è ridotta di ben l’85%.

Il Mirador Basin e il Parco Nazionale di Tikal in Guatemala

Il Mirador Basin e il Parco Nazionale di Tikal, Guatemala ospitano le misteriose rovine della civiltà Maya. I saccheggi illeciti e gli incendi forestali, tuttavia, potrebbero distruggere questo pezzo di storia.

La riserva di Sundarbans in India e Bangladesh

La riserva di Sundarbans contiene circa 4.000 miglia d’acqua e di terra nel delta del Gange. Ospita la foresta di mangrovie più grande del pianeta. Queste foreste forniscono un rifugio per diverse specie a rischio di estinzione, tra cui le tigri. La deforestazione, l’inquinamento e una forte dipendenza dai combustibili fossili stanno provocando il rapido innalzamento del livello del mare in quella zona, che ha portato all’erosione della preziosa linea costiera.

I ghiacciai della Patagonia in Argentina

I ghiacciai della Patagonia sono una delle attrazioni turistiche più belle del mondo, ma la diminuzione delle precipitazioni e l’aumento delle temperature stanno causando la riduzione di queste meraviglie.

Zahara de la Sierra in Spagna

Zahara de la Sierra, provincia di Cádiz nascosta tra le montagne dell’Andalusia nel sud della Spagna, sta perdendo la sua flora e fauna per via dell’aumento delle temperature e del calo delle precipitazioni degli ultimi anni.

Gli Outer Banks nella Carolina del Nord

Il litorale degli Outer Banks nella Carolina del Nord sta erodendo la terra con cui confina, mettendo a rischio luoghi importanti come il faro di Cape Hatteras – che risale al 1870.

Le foreste del Madagascar

Si prevede che le foreste del Madagascar esisteranno per soli altri 35 anni a causa di una moltitudine di incendi e della massiccia deforestazione.

Il Parco Nazionale Glacier in Montana

Il numero di ghiacciai nel Parco Nazionale Glacier del Montana è diminuito da 150 a meno di 25. Entro 15 anni, potrebbe non restarne più nessuno.

Venezia in Italia

Fate presto il vostro giro in gondola, perché Venezia sta sprofondando da diversi anni e sembra non fermarsi. Le sempre più gravi inondazioni degli ultimi anni stanno inoltre contribuendo alla scomparsa dei canali della città.

Il Machu Picchu in Perù

Le rovine dell’Impero Inca attraggono ogni anno milioni di turisti, superando di gran lunga il limite di 2.500 visitatori al giorno che era stato originariamente imposto dall’UNESCO e dal Perù. Molti ritengono che questo, insieme alle erosioni e frane naturali, potrebbe provocare il crollo delle rovine, a meno che non vengano adottate ulteriori regolamentazioni.

Le Isole Galapagos

Una combinazione di troppi turisti e di specie estranee che non vi appartengono sta minacciando l’ecosistema e le specie autoctone uniche delle Isole Galapagos, un arcipelago al largo della costa dell’Ecuador.

Il bacino del Congo in Africa

Il bacino del fiume Congo, la seconda foresta pluviale più grande del mondo, è anche una delle zone più ricche di biodiversità del globo, con oltre 10.000 specie vegetali, 1.000 specie di volatili e 400 specie di mammiferi. Tuttavia, le Nazioni Unite prevedono che due terzi della sua foresta, tra cui la sua flora e fauna, potrebbero scomparire del tutto entro il 2040.

Il Mar Morto

Il Mar Morto, che confina con Israele e la Giordania, negli ultimi 40 anni è sprofondato di 24 metri e si è ridotto di un terzo. Se i paesi che danno sul mare continueranno ad usare l’acqua dal fiume Giordano (l’unico da cui il Mar Nero raccoglie la sua acqua), il mare potrebbe scomparire del tutto entro 50 anni.

Le Everglades in Florida

Le Everglades della Florida sono state definite il parco più a rischio degli USA. Le cause del problema sono la troppa acqua, le nuove specie e lo sviluppo urbano.

Le Alpi in Europa

Brutte notizie per gli escursionisti e gli appassionati di sport invernali: i cambiamenti climatici hanno un pesante effetto sulle Alpi, perché si trovano ad un’altitudine minore rispetto a quella di altre catene montuose, come le Montagne Rocciose. Ogni anno, la catena montuosa europea perde circa il 3% di ghiaccio e ciò significa che entro il 2050 potrebbero non esserci più ghiacciai.

Tuvalu

Situata nell’Oceano Pacifico tra Australia e Hawaii, Tuvalu è una piccola nazione indonesiana composta da nove isole. Le isole rischiano di venire inghiottite dall’acqua che le circonda perché si innalzano di soli 4,5 metri dal mare.

Il Taj Mahal in India

Il Taj Mahal è una delle strutture più iconiche del mondo, ma alcuni esperti temono che il sito potrebbe crollare a causa dell’erosione e dell’inquinamento.

La Grande barriera corallina in Australia

Negli ultimi 30 anni, la barriera corallina più grande del mondo, quella Australiana, si è ridotta di più della metà a causa dell’aumento delle temperature. Un’altra preoccupazione è quella dello sbiancamento dei coralli causato dall’inquinamento da acido e ciò ha portato gli scienziati a prevedere che la barriera potrebbe scomparire del tutto entro il 2030.

Le piramidi in Egitto

Le piramidi e la grande sfinge d’Egitto stanno affrontando l’erosione derivante dall’inquinamento. Dato che le acque reflue stanno corrodendo l’area su cui sorgono, sono state espresse preoccupazioni secondo le quali l’inquinamento potrebbe infine condurre al loro crollo.

La Foresta amazzonica in Brasile

Con i suoi sorprendenti 5,5 milioni di chilometri quadrati, la foresta amazzonica brasiliana è la foresta pluviale più estesa del mondo. Ospita le specie più svariate della terra, ma l’espansione del settore agricolo potrebbe portare alla sua distruzione.

La grande muraglia cinese

La grande muraglia cinese, la più grande struttura artificiale del globo, è sopravvissuta per oltre 2.000 anni, ma il recente sfruttamento agricolo eccessivo ha portato al danneggiamento o alla distruzione di circa due terzi della muraglia. Potrebbe ridursi a delle macerie a causa dell’erosione nel giro di appena 20 anni.

Le Maldive

Le Maldive, una nazione insulare situata nell’Oceano Indiano, stanno lentamente sprofondando a causa dei cambiamenti climatici. Gli scienziati prevedono che entro 100 anni saranno completamente sommerse.

Le Moschee di Timbuctu nel Mali

Costituite principalmente da fango, le Moschee di Timbuctu risalgono al XIV – XVI secolo e sono patrimonio mondiale dell’UNESCO. Tuttavia, nessun tipo di protezione può preservarle dall’aumento delle temperature e delle precipitazioni, che minacciano di distruggerle.

Big Sur in California

Big Sur in California è nota per offrire un’osservazione ravvicinata delle balene, ma la siccità e gli incendi recenti stanno danneggiando significativamente il litorale e portando ogni anno ad avvistamenti dei mammiferi sempre più ridotti.

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