L’asso nella manica di Tesla
AP Photo/Tony Gutierrez
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La volatilità dei prezzi è un fattore normale quando si deve fare i conti con settori emergenti ricchi brand competitivi. E Tesla è un caso esemplare a questo riguardo.

Le azioni di Tesla (NASDAQ: TSLA) hanno iniziato il 2017 intorno quota 200 dollari, per poi salire vicino ai 400 dollari verso la fine di giugno. E adesso sembrano stabilizzarsi sotto i 350 dollari. Un investitore capace di tollerare fluttuazioni simile deve essere dotato di un certo livello di fede.

Il recente calo del titolo sembra legato alla capacità di Tesla di effettuare le consegne della sua Model 3 nei tempi previsti. Nel corso del tempo società come Apple (NASDAQ: AAPL), Alphabet (NASDAQ: GOOGL), Amazon (NASDAQ: AMZN) e Facebook (NASDAQ: FB) si sono rivelate capaci di rispondere alla volatilità con grandi rialzi. Tesla riuscirà a fare altrettanto?

Finora Tesla è stata più una scommessa sul futuro che un investimento sulla base di profitti e fatturato. Questo certo non aiuta la stabilità del suo titolo. Ad ogni modo, la volatilità è una caratteristica comune a ogni settore caratterizzato da un susseguirsi di innovazioni, e colpisce tanto i nuovi arrivati quanto i progetti ben avviati.

Tesla è in grado di continuare a crescere e diventare più forte, anche perché la sua struttura aziendale è meno complessa rispetto a quella dei suoi concorrenti e i suoi costi di produzione stanno calando.

La questione è semmai determinare il vero status di Tesla, quando il mercato presenterà altre opportunità nell’ambito della cosiddetta green economy: una volta che anche Volvo entra a far parte del settore delle auto elettriche, per esempio, Tesla potrà dirsi ancora a la stella polare della rivoluzione?

Eppure bisogna ricordare che Tesla ricopre una posizione unica, è uno dei titoli tech più amati dagli investitori e al contempo opera in relativa autonomia (non si appoggia a nessuno per fare pubblicità, vendere, assemblare, consegnare le macchine, e fornire i relativi servizi): ci sono tutti i presupposti perché gli investitori continuino a vedere Tesla come il simbolo della prossima rivoluzione industriale nel campo dei trasporti.

I consumatori si rivolgono sempre più spesso a società che fanno una bandiera dell’energia pulita. Le aziende devono offrire condizioni di lavoro sicure e una giusta fetta dei guadagni finanziari ai loro dipendenti.

Basteranno questi trend a iniettare ancora più volatilità nei mercati (e a continuare la rivoluzione in atto in diversi settori).

In questo contesto, Tesla e il suo CEO Elon Musk sembrano essere un passo avanti agli altri. Alcuni vedono in Musk un erede di Steve Jobs o persino Warren Buffet, qualcuno dotato di idee (e influenza) tali da muovere i mercati da solo. Vedremo se riuscirà a sfruttare questi doti per rendere Tesla un titolo di una certa forza nel lungo termine.

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