3 titoli che nel 2017 hanno perso il 30% del loro valore
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Under Armour, Transocean e U.S. Steel non stanno avendo il loro anno migliore.

Finora il mercato azionario ha registrato una performance molto forte per il 2017. L’indice S&P 500 (INDEX: SNX.INDEX) è tornato a toccare nuovi massimi storici di recente, ma non tutti i titoli in listino possono vantare un simile successo. In particolare Under Armor (NYSE: Under Armour [UAA]), Transocean (NYSE: Transocean [RIG]) e U.S. Steel (NYSE: United States Steel Corporation [X]) hanno tutti perso almeno il 30% del loro valore dall’inizio dell’anno.

E alcuni investitori temono che queste perdite potrebbero peggiorare nei prossimi mesi.

Under Armor

Per anni, Under Armour è stato uno dei titoli growth più apprezzati nel settore dell’abbigliamento sportivo, capace di ritagliarsi una quota di mercato importante e avvantaggiarsi dei trend demografici che hanno supportato la domanda dei suoi prodotti.

Eppure di recente Under Armour ha mostrato segnali di stanchezza. Durante l’ultimo trimestre la società ha registrato una crescita a una sola cifra e questo ha contribuito ad agitare gli investitori, che cominciano a mettere in discussione l’abilità dell’azienda di sostenere la sua traiettoria di crescita. La pressione sul settore della vendita al dettaglio ha danneggiato Under Armour. Molte delle catene di negozi che ne vendevano i prodotti sono andate in bancarotta o hanno chiuso alcune sedi. In molti si chiedono se Under Armour investirà di più nell’e-commerce per tenere il passo dei suoi concorrenti.

Comunque la crescita sul mercato internazionale continua a dare segnali positivi e i tassi di crescita solidi in Europa e Giappone fanno ben sperare. Under Armour opera in un settore competitivo e dovrà lottare con tutte le sue forze per spuntarla, ma ha il potenziale per riprendersi da queste perdite.

Transocean

Anche le azioni di Transocean sono rimaste vittime di un settore ostile, dato che l’industria del petrolio e del gas non si è ancora ripresa completamente dalla pessima performance del 2015. In particolare Transocean soffre la sua esposizione al settore delle trivellazioni offshore, dove i cali del greggio hanno avuto un impatto particolarmente duro, sia sull’attività delle operazioni che sul bisogno dei servizi offerti dalla società.

La compagnia di trivellazioni ha lavorato duro per tagliare i costi, ma anche i controlli delle spese hanno un limite, e i tassi di utilizzazione di quelli che in passato erano alcuni degli asset più redditizi di Transocean sono crollati a picco.

Adesso Transocean sta cercando dei modi di rafforzare il suo business e questo potrebbe comportare un atteggiamento più aggressivo nel breve termine. Tra le possibilità in campo anche un’acquisizione per consolidare il mercato e poter influenzare maggiormente l’andamento dei prezzi.

Il punto di breakeven di alcuni progetti di Transocean che non rendevano più economicamente è sceso da 50 a 40 dollari il barile, ma quello di cui necessita davvero la società è una crescita sostenuta del greggio che sappia creare ulteriore domanda.

U.S. Steel

Quest’anno U.S. Steel ha preso un brutto colpo. L’entusiasmo che montava verso la fine del 2016, generato dalle attese circa i piani sulle infrastrutture della nuova amministrazione Trump per rafforzare l’economia statunitense. Molti hanno intravisto una golosa opportunità per U.S. Steel, che avrebbe incrementato la produzione dei materiali necessari alle costruzioni in programma.

Ma da allora la Casa Bianca ha incontrato parecchia resistenza sul fronte della politica interna e questo le ha impedito di implementare la sua agenda, col risultato di spegnere gli entusiasmi dell’industria dell’acciaio.

Gli ultimi risultati trimestrali di U.S. Steel riflettono il sentimento di delusione diffusosi tra gli investitori. Le vendite erano cresciute del 16% su base annua, ma la società ha visto le sue spese raddoppiare rispetto al quarto trimestre del 2016, generando così una perdita che ha sorpreso alcuni osservatori.

Rispetto ad alcuni concorrenti nel settore, U.S Steel non preso subito provvedimenti per aggiornare le sue fabbriche ed eliminare le spese non necessarie. È possibile che U.S. Steel impiegherà molto più tempo a trarre beneficio da questi miglioramenti anche se l’industria dell'acciaio si riprende.

Le perdite del 30% sono sempre dure da digerire per gli investitori e in questi casi è meglio riconsiderare la propria strategia di investimento e decidere se si ha ancora fiducia nel titolo in questione.

Tutti e tre i titoli di cui abbiamo parlato sono capaci di una ripresa, ma questa dipenderà almeno in parte da fattori esterni, fuori dal loro controllo.

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