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7 miti da sfatare sui ricchi
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Ci piace pensare che siano i cattivi. Talvolta lo sono. E ci piace pensare che abbiano la vita facile. Per qualche verso è così. Eppure la verità ha un po’ più di sfumature.

Sono avidi, senza scrupoli e conquistano il potere soprattutto perché hanno avuto la fortuna di nascere con la camicia. Perlomeno è questa l’idea che ci facciamo delle persone ricche. All’indomani dell’ascesa di un miliardario alla Casa Bianca per la prima volta nella storia, e con l’ampliarsi della forbice tra ricchi e poveri in America, non mettiamo in dubbio che questi miti siano veri.

Eppure la vita è molto più complicata di così. Nonostante ci piaccia considerare le cose come nere o bianche, la verità spesso ricade nel grigio. In quest’ottica vi presentiamo sette dei miti più duri a morire riguardanti le persone ricche, e cosa dice a riguardo la ricerca.

1. Vivono in case enormi e guidano macchine costose

Morgan Housel, ex editorialista di Motley Fool, una volta scrisse di una sua esperienza da valletto presso un hotel di lusso di Los Angeles. Ecco cosa imparò:

“Quando incontri qualcuno che possiede un’auto da 100.000 dollari, ti è dato di sapere solo una cosa del suo patrimonio: che ci sono 100.000 dollari in meno sul suo conto in banca, o che ha 100.000 dollari in più di debito, rispetto a quando non aveva ancora comprato la macchina”.

Nonostante ci siano sempre delle eccezioni a questa regola, quello che Housel intende dire è che se qualcuno sembra ricco, probabilmente non lo è tanto quanto si è portati a crederlo. Questa teoria è dimostrata dalle scoperte contenute nell’autorevole libro del 1996 The Millionaire Next Door. Gli autori scoprirono che la maggior parte delle famiglie con un patrimonio netto di oltre un milione di dollari viveva in quartieri della media borghesia e rifuggiva dagli acquisti costosi.

2. Le persone ricche sono più felici perché sono ricche

Alcuni studi in effetti indicano che le persone ricche siano più felici di quelle che non lo sono. Ma la correlazione non necessariamente dimostra un rapporto di causa-effetto. Ci sono montagne di ricerche che dimostrano che l’aumento del reddito fa crescere i livelli di felicità solo fino a un certo punto. Una volta che si ha a disposizione un reddito spendibile sufficiente per soddisfare i propri bisogni e dedicarsi alle attività preferite senza preoccuparsi delle proprie finanze, l’aggiunta di altri soldi non innalza ulteriormente il benessere emotivo.

Perché allora i ricchi sono felici? Spesso perché hanno sperimentato un buon livello di successo nel proprio campo, oppure perché sono più liberi di disporre del loro tempo. Come dimostrano studi condotti su pensionati, avere maggior tempo a disposizione fa salire l’appagamento a livelli da record determinando un crollo dei livelli di ansia. I ricchi semplicemente arrivano a questo punto prima della maggior parte delle altre persone.

3. Un’estrazione benestante spiega perché i ricchi sono ricchi

Ecco come, secondo Wealth-X, i 2.170 miliardari sparsi per il mondo hanno conquistato le loro fortune:

  • Il 60% si è completamente fatto da sé;
  • Il 20% in parte si è fatto da sé e in parte ha ricevuto un’eredità;
  • Il 20% deve tutto a un’eredità.

Nessuno mette in discussione che il fatto di provenire da una famiglia abbiente non sia di particolare aiuto. Così, la prossima volta che incontrerete un super-ricco, è probabile che quella persona abbia guadagnato col sudore della fronte piuttosto che si sia ritrovata fra le mani un tesoro caduto dal cielo.

4. La maggior parte dei ricchi appartiene alla finanza

È vero che banchieri, gestori di fondi hedge, finanziatori di private equity e investitori di capitale di rischio rappresentano una fetta molto ampia delle persone dall’elevatissimo patrimonio netto. Eppure, a conti fatti, questi rappresentano solamente il 19% di chi vanta patrimoni netti superiori ai 30 milioni di dollari. Ciò significa che il restante 81% proviene da contesti del tutto estranei alla finanza.

5. La maggior parte dei ricchi ha frequentato scuole della Ivy League

È altrettanto vero che gli ex allievi della Ivy League rappresentano una frazione non indifferente di chi detiene patrimoni superiori ai 30 milioni di dollari. Facendo una classifica degli atenei di tutto il mondo in cui hanno studiato gli ultra-ricchi di oggi, sei dei migliori dieci appartengono proprio a questa élite di università.

Eppure, considerati nel loro complesso, i laureati della Ivy League rappresentano solamente il 3,5% della popolazione mondiale che detiene i patrimoni netti più elevati. In altre parole, il 96,5% dei più ricchi al mondo non proviene dall’Ivy League. E, fatto, ancor più sorprendente, il 13,6% di loro non è nemmeno laureato!

6. Le persone ricche non lavorano così sodo per guadagnare

Per cinque anni Thomas Corely si è dedicato allo studio delle abitudini dei ricchi. Ciò che ha scoperto ha sorpreso persino lui. Considerando le differenze osservate nei comportamenti di chi è ricco (per definizione, chi guadagna oltre 160.000 dollari all’anno e ha un patrimonio netto superiore ai 3,2 milioni di dollari) e di chi invece è povero (o guadagna meno di 35.000 dollari all’anno a fronte di un patrimonio netto familiare al di sotto dei 5.000 dollari):

  • L’86% dei ricchi che lavora full time è impegnato per 50 o più ore alla settimana, contro il 57% dei poveri che hanno un impiego a tempo pieno.
  • Il 65% dei ricchi lavora per così tante ore perché svolge tre attività. Solo il 6% dei poveri ha più di una fonte di reddito.
  • Il 67% dei ricchi guarda meno di un’ora di televisione al giorno, mentre il 77% dei poveri la guarda per più di un’ora al giorno.

Ancora una volta la correlazione non indica necessariamente un rapporto di causa-effetto, ma è difficile sostenere che i ricchi non lavorino duro per esserlo.

7. Le persone ricche non vanno mai in bancarotta

Quest’ultimo mito si ricollega al primo. C’è una regola ferrea rispetto a cui nessun ricco può sgarrare: se si spende più di quel si che guadagna (incluse le spese per opportunità di investimento a rischio), alla fine si fallisce. Ecco perché José Canseco, Mike Tyson, Mark Twain e persino uomini d’affari di successo come Walt Disney, Henry Ford e anche il presidente degli USA Donald Trump – sì, per colpa dei suoi casinò – hanno tutti dichiarato bancarotta.

Come detto all’inizio, ci piace considerare il mondo in termini di bianco e nero. Ma la realtà è spesso grigia, il che significa che molti dei miti che culliamo riguardo alle persone ricche sono solo quello: dei miti.

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