Il Canada ha lanciato il primo ETF della storia specializzato in marijuana
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Gli investitori possono guadagnare esposizione a un settore in espansione come quello della marijuana legale, grazie alla Borsa canadese.

Il lancio del primo exchange-traded fund al mondo specializzato nel settore della cannabis, presso la Borsa di Toronto il 5 aprile, è una grande notizia per gli appassionati di marijuana.

Come nel caso di qualsiasi ETF, viene semplicemente replicato e seguito un indice, in questo caso il North American Medical Marijuana Index. Così gli investitori non sono costretti a selezionare i loro titoli preferiti ed evitare quelli sospetti.

E non è un caso che tutto questo avvenga in Canada. In quella nazione la marijuana terapeutica è legale dal 2001, mentre la coltivazione e la vendite è affidata a società dotate di licenza dal 2013.

Inoltre l’amministrazione di Justin Trudeau ha annunciato un piano per legalizzare l’uso ricreativo della marijuana entro il 2018. Negli Stati Uniti, nonostante una legislazione che varia da stato a stato, la marijuana è ancora illegale sotto la legge federale, cosa che rende praticamente impossibile l’accesso al credito bancario per le società dentro questo settore, figurarsi un vero e proprio listino di titoli scambiati in Borsa.

Canopy Groth, la più grande società di marijuana al mondo
Canopy Groth, la più grande società di marijuana al mondo

Per questi motivi l’indice sarà molto influenzato da quello che avviene nel mercato canadese. Undici delle sue 16 società hanno la loro sede in Canada, e tutte tranne tre sono fornitrici con licenze di marijuana a scopo terapeutico sempre in Canada, anche se qualcuna svolge i suoi affari negli USA. Tre delle altre sono statunitensi, anche se nessuna di queste opera direttamente con la marijuana in quanto tale: una di queste, Scotts Miracle-Gro, realizza sistemi idroponici popolari tra i coltivatori di marijuana, mentre le altre due realizzano medicinali basati su cannabinoidi sintetici.

Completano la lista una casa farmaceutica britannica operante negli Stati Uniti e una società uruguaiana operante in Canada.

Gli investitori saranno probabilmente attratti dai rendimenti che questo settore è in grado di promettere. Le azioni di Aphria, società di Toronto e titolo più grande all’interno dell’indice, sono cresciute dell’89% negli ultimi sei mesi.

Aurora Cannabis di Alberta è al secondo posto per dimensioni e le sue azioni sono cresciute del 50% nello stesso periodo.

Che effetto avrà Trump sulla marijuana?
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Ma questo ETF è molto concentrato su un settore assai piccolo. Molte di queste azioni sono poco scambiate, il che vuol dire che i prezzi delle componenti sottostanti dell’ETF si muoveranno molto più del solito. Inoltre l’esposizione dell’ETF agli Stati Uniti lo rende vulnerabile non solo ai rischi legati al tasso di cambio, ma anche alla possibilità concreta di una stretta da parte del ministro della Giustizia Jeff Sessions, che ha promesso il massimo impegno nella lotta contro la droga.

Il fattore più importante che traina le valutazioni da sogno delle società canadesi di cannabis è l’imminenza di una piena legislazione e la prospettiva di un mercato molto più grande.

Questo vuol dire che le società nel settore al momento vengono scambiate “come titoli tech speculativi”, dice Khurram Malik di Jacob Capital Management, sulla base di previsioni a volte troppo rosee. Sebbene il resto del 2017 potrebbe registrare ulteriori aumenti di prezzo, Malik ritiene che il 2018 apporterà una correzione del mercato, quando ci saranno i numeri a mostrare quali società avranno veramente successo e quali no.

La strada che attende chi investe nel settore non è tutta in discesa, ma ripida e in salita.

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