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Apple perde quota in Cina
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Nel 2016 le vendite di iPhone hanno registrato una battuta d’arresto sul mercato cinese.

Un rapporto della società di ricerca IDC stima che nel 2016 le spedizioni di smartphone Apple (NASDAQ: Apple [AAPL]) verso la Cina hanno registrato una contrazione significativa a causa dell’aumento della concorrenza da parte dei produttori di telefoni Android. Secondo gli analisti, le spedizioni della società si sono fermate a 44,9 milioni di unità lo scorso anno, un calo del 23,9% rispetto al 2015.

Ne è risultata una contrazione della quota di mercato di Apple. Lo scorso anno gli iPhone contavano per il 9,6% delle spedizioni in Cina, mentre nel 2015 si attestavano al 13,6%.

Chi ne sta guadagnando alle spese di Apple?

Oppo e Vivo, due marchi sussidiari di BBK Electronics Corporation, hanno goduto di un forte aumento delle vendite grazie alla grande diffusione delel inserzioni pubblicitarie e alle relazioni con i rivenditori nelle piccole città cinesi e in provincia. Huawei, prima nelle vendite di smartphone nel 2015 secondo IDC, continua a crescere in Cina grazie ai suoi accordi nel settore delle telecomunicazioni, che gli forniscono l’attrezzatura adatta per gli anni a venire.

Questi tre brand, insieme a Xiaomi (un popolare produttore cinese che però sta passando di moda) rappresentano il 57% di tutte le spedizioni di smartphone effettuate lo scorso anno in Cina.

Lo scorso trimestre il fatturato di Apple proveniente da Cina, Taiwan e Hong Kong è diminuito dell’11,4% su base annua, il suo quarto declino consecutivo. Questo dato dovrebbe essere particolarmente preoccupante per il colosso della Silicon Valley, il cui fatturato nell’ultimo trimestre del 2016 ha comunque registrato complessivamente nuovi massimi storici.

I ricavi annui per il 2016 sono scesi del 23,9%, da 60,94 miliardi di dollari nel 2015, a 46,36 miliardi di dollari nel 2016.

Nonostante Apple sia uscita dall’impasse patito per gran parte dello scorso anno, ci sono segnali per cui la Cina potrebbe cominciare a smettere di essere una miniera d’oro per la Mela di Cupertino.

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